La chirurgia dei tumori del cavo orale

Il cavo orale comprende numerose strutture anatomiche che possono essere sede di tumori sia benigni che maligni. La differenza fondamentale sta nel fatto che  le cellule dei tumori benigni non invadono i tessuti circostanti e non si diffondono ad altre parti dell’organismo. I tumori maligni sono formati da cellule cancerose in grado di invadere e danneggiare i tessuti e gli organi circostanti.

L’esame necessario che porta alla distinzione delle due tipologie è la biopsia. Questa consiste in un piccolo intervento che permette di asportare una parte del tessuto anomalo, che successivamente verrà esaminata al microscopio da un anatomopatologo per rilevare la presenza di cellule tumorali.

L’esito della biopsia sarà determinante per stabilire il percorso terapeutico, infatti, se si trattasse di un tumore benigno allora la sua asportazione può essere gestita in ambiente ambulatoriale, di contro se la biopsia rivelasse un tumore maligno la sua gestione deve essere seguita in ambiente ospedaliero, preferibilmente là dove possa essere gestita da un’equipe che si occupa del distretto testa-collo.

Il carcinoma orale, che rappresenta il tumore più frequente a livello del cavo orale, è legato a numerosi fattori di rischio riconducibili a cause ambientali come l’esposizione a cancerogeni di natura chimica, agenti virali, alimentazioni inadeguate, traumatismo cronico, scarsa igiene del cavo orale, cause genetiche e sistemiche. Il rischio di Carcinoma orale è da 6 a 28 volte superiore nei fumatori ed aumenta se si associa al consumo di alcolici e fra le sostanze cancerogene, quelle maggiormente implicate sono gli idrocarburi aromatici policiclici e le amine aromatiche, residui della combustione del tabacco associata o meno all’abuso di alcool.

Il paziente può identificare delle lesioni che potrebero portare al tumore maligno del cavo orale, attraverso l’osservazione delle mucose orali. Le lesioni più facilmente identificabili sono:
  • Masse anomale a livello delle labbra, della bocca o della gola. O ancora un gonfiore a livello dell’arcata superiore o inferiore tale da impedire la corretta inserzione della protesi.
  • Placche bianche o rosse sulle gengive, sulla lingua, sulla base della lingua o sul rivestimento interno della bocca. In particolare la leucoplachia, l’eritroplachia e il lichen planus sono definite “precancerosi” e costituiscono il principale fattore di rischio specifico per il cancro della bocca.
  • La presenza di un sanguinamento anomalo o la sensazione di anestesia localizzata in determinate aree,
  • La presenza di aree ulcerative che non regrediscono dopo 15 giorni,
  • Regioni rigonfie ai lati del collo e sotto la mandibola.

Sebbene l’età di insorgenza si colloca tra la 4a e la 7a decade di vita; nel corso degli ultimi decenni, si è riscontrato un aumento dei casi di carcinoma orale in età giovanile ed è buona norma eseguire dei controlli annuali presso il chirurgo odontostomatologo per scongiurare eventuali lesioni potenzialmente pericolose.